31 ottobre – consigli di lettura

Consigli di lettura per mercoledì 31 ottobre 2018

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#ROMADICEBASTA

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Il giorno dopo
È opportuno dire qualcosa su quel che è successo ieri.
Una grande manifestazione civica in Campidoglio, come non se ne vedevano da anni, e la la reazione della rete, dei giornali, del Sindaco e dei suoi sostenitori.
Il Sindaco dice : “è il PD travestito !! “ Su questo ci limitiamo a pensare : “cos’altro avrebbe potuto dire …”
I suoi sostenitori vomitano insulti in serie sulla rete. E su questo non ci limitiamo a pensare, ma diciamo qualcosa di preciso: “Sostenitori del Sindaco fate uno sforzo, osservate quello che accade in città . Guardate sulla soglia delle vostre case, parlate con le persone che usano i servizi. Fatevi una vostra idea e non limitatevi ad insultare chi evidentemente non la pensa come voi. Ascoltate, aprite gli occhi e chiedete conto a chi di dovere.Questo non è un rituale invito a rispettare le regole di civiltà … ma una vera e propria sfida. Guardate Roma , le contraddizioni e i gli errori tecnici di chi oggi la guida.”

Ora una parola a chi ieri ha manifestato o ha espresso sulla rete il suo consenso.
Ieri non può restare ieri. Da ieri deve cominciare un processo in cui tutti comincino a immaginare il futuro di Roma. Limitarsi alla protesta aiuta chi amministra male e senza idee, può aprire la porta a saltimbanchi peggiori o a maghi disposti a estrarre dal cilindro qualsiasi cosa. Si dirà si deve dire ancora “basta” ma , da ieri , occorre incominciare a costruire una piattaforma per Roma futura .
Perché il il brutto di oggi sparisca ed il peggio di ieri non ritorni.

Baruch Dayan Aemet

Questa notte ci ha lasciati Lello Di Segni, l’ultimo sopravvissuto al rastrellamento del ghetto del 16 ottobre 1943.

“Man mano che spariscono le persone temiamo solo che sparisca la memoria. È rivolgendoci agli studenti e soprattutto agli insegnanti che si può avere una speranza che tutto quello che è successo nel Novecento, per la colpa di essere nati, non diventi solo una riga di un libro di storia e poi nemmeno più quella”. (Liliana Segre)

Sta a noi oggi raccogliere l’eredità che i testimoni della Shoah ci hanno lasciato affinché non accada mai più.

 

 

Primo Mastrantoni: Roma Capitale. L’Atac e il referendum.

Roma Capitale. L’Atac e il referendum.

Roma, 25.10.2018. Possiamo riassumere così la situazione dell’Atac, l’azienda comunale dei trasporti di Roma Capitale: “Non rispetta i contratti di servizio; non effettua le corse come da programmazione del Comune; ammette di non rispettare i requisiti di manutenzione dei veicoli e costa il doppio di quello che dovrebbe costare. In cambio, continua ad essere finanziata dai contribuenti, compresi i non romani, continua a non pagare i propri debiti, continua a peggiorare il servizio. Nell’ultimo biennio, ogni giorno che passa, l’azienda di trasporto pubblico romana ha perso circa 2,1 milioni di euro, Negli ultimi 9 anni l’azienda pubblica è costata al contribuente circa 7 miliardi di euro tra sussidi e perdite.” (1).

Cosa farebbe una persona di buon senso? Direbbe che la situazione non è sostenibile, che il servizio di trasporto pubblico è fallimentare e fallito, che occorre trovare una soluzione perché il servizio di trasporto deve essere rivolto al pubblico e non necessariamente di proprietà pubblica.

Occorre evitare, direbbe sempre la persona di buon senso, che i disservizi e gli addebiti siano accollati sull’utente.

Già due anni fa, in un convegno, analizzavamo i bilanci di Atac, e la gestione del trasporto, rilevandone il disastro. La situazione è peggiorata perché la sindaca Virginia Raggi, si ostina a non tener conto della realtà che è sotto i suoi occhi.

Per tentare di risolvere il problema e offrire una opportunità ai cittadini di poter usufruire di un sevizio di trasporto degno di questo nome, i Radicali Italiani hanno promosso un referendum consultivo sull ‘Atac che si terrà l’11 novembre prossimo.

Chi voterà SI al referendum chiederà al Comune di bandire gare tra più aziende, per lo svolgimento del servizio di trasporto pubblico in città, senza affidarlo automaticamente all’ATAC.
Ovviamente l’ATAC potrà essere uno dei partecipanti alla gara,
gli altri partecipanti potranno essere privati ma anche pubblici.

Quindi, il referendum non mira a privatizzare il servizio pubblico, ma a consentire al Comune di poter scegliere i soggetti che sono in grado di offrire il servizio migliore.

Del referendum non se ne parla e il M5S, sostenitore a parole della democrazia popolare, osteggia la consultazione.

Sarebbe opportuno che i romani si svegliassero dal torpore dal quale sono caduti da un po’ di tempo.

(1) Andrea Giuricin – IBL

Primo Mastrantoni, Segretario nazionale dell’Aduc

via https://www.facebook.com/primo.mastrantoni.7/posts/2233052426967027