Bombe e Pozze

Prologo
La storia ritorna sempre, così all’improvviso, quando stai pensando ad altro, stai facendo altro. La storia con le sue tragedie, le sue storie, i suoi sentimenti. Ti riporta indietro o meglio ti fa “vedere” dietro. Presi dall’oggi, da un quotidianità più vissuta sui social che nella realtà un giorno di fine luglio appare la “storia” con tutta la sua immanenza grazie ad una bomba, si una bomba del 1943! Come ci sembra un mondo lontano e invece è qui nella terra a guardarci in faccia e a dirci “beh ti eri dimenticato da dove vieni? Non si può fare sono qui apposta, guardami bene e ascolta cosa ti racconto”

(Storia raccolta in un caldo luglio del 2018 in Italia Centrale al ritrovamento di una bomba della seconda guerra mondiale)

Parte della città è vuota. Uno scavo ha portato alla luce una Bomba americana sganciata 74 anni fa sulla ferrovia. Come sempre in questi casi le forze dell’ordine fanno il loro dovere. Seguendo norme codificatissime recintano l’area , alzano il livello di sicurezza. Le tute gialle della protezione civile assistono la popolazione che mugugna tra il preoccupato e l’infastidito. C’è una parte per tutti: orgogliosi protagonisti e altri solo spettatori . Tra la gente ferma ai blocchi un signore anziano.

Segaligno , curvo sulla schiena e dritto internamente. Ha molto da ridire sul teatro che tutti noi stiamo mettendo in scena. Se c’è qualcuno che fa il bastian contrario, ed ha in mente un copione diverso , beh…. vale la pena di ascoltarlo .

Una storia dissonante è come una serratura nascosta di una scatola mai aperta . Come al solito , non resisto e mi avvicino all’eretico . Lui, dopo avermi guardato da sotto in su , apre il suo sipario.

“Sa Commissà, … ero un bambino avevo meno di 10 anni allora. Ricordo i bombardamenti, le notti nei rifugi e il dopo. Qui era come la luna, erano cadute tantissime bombe. E ho visto. Ho visto i contadini interrare una bomba inesplosa e ricordo noi, noi ragazzini, quella stessa estate fare il bagno nelle pozze” .

Le pozze ???? dico io.

“Si le pozze dei crateri delle bombe che si erano riempite d’acqua”.Lo guardo come un marziano e lui fa lo stesso con me. Non c’è altro da dire tra me e lui, il resto sarebbe una bugia o una frase di circostanza .
Apparteniamo a due mondi diversi. Il suo dove si è visto e fatto di tutto e dove poche cose ti possono far paura. Quello d’oggi dove la paura guida i tuoi passi per ogni angolo di strada …

Mi guarda e, storto per dritto , mi fa , con l’ironia di chi ha davvero visto tanto : “mi stia bene Commissà”.

Proprio come quell’altro smargiasso. Mio padre.