Tu nun sì razzista, sì STRÙNZ 

Ci sono episodi che ti aprono la mente, le nostre mamme direbbero “ti fanno cadere il prosciutto dagli occhi.

Ieri, a Napoli , una donna, sola tra il silenzio generale, ha messo a posto un ragazzo che sulla Metro se la prendeva con un pacifico immigrato.

Strillava, l’imbecille, e tutti zitti… fino a che quella donna ha reagito e ha detto la pura verità : “tu nun sì razzista !! Sì strunz !!!”

Si, perché con 6 parole ha detto quello che trattati di sociologia provano a comunicare da tempo.

Quel ragazzo pensava di interpretare un sentimento generale, credeva di essere “in missione per conto di Dio” dove Dio si presume essere l’opinione generale a cui lui si accodava.

Beh quella signora ha ridimensionato quello che sembrava un demone e l’ha ridotto a quel che era: “un povero stronzo” (si, scriviamo stronzo).

Pensava di incarnare l’opinione generale e di fare il guappo con un pover’uomo intimidito che non aveva fatto male a nessuno.

Beh, come invece si dice a Roma “ha scajato”. È il suo beau geste passerà alla storia come il più efficace esempio di coraggio civico.

Quando sui vostri treni, i vostri bus , le vostre strade incontrerete soggetti così guardateli bene e sotto la maschera del razzista cattivo e crudele scorgerete la macchietta .

Allora , ricordatevi della signora napoletana e dite loro nel dialetto e nella vulgata che preferite:
“Tu nun sì razzista, sì STRÙNZ” !!!

Anche se siete senza ombrello

😀

QUANDO LA POLITICA NON ERA…UN ASCENSORE

Lettera di Elio, ex dirigente nazionale Fiom
Mi chiedo cosa ne pensano i giovani della politica. O meglio cosa abbiamo trasmesso ai giovani, quale immagine gli abbiamo consegnato. La mia generazione, quella dei “ ragazzi del 68 “, immersi nella politica, credo, anzi sono certo, che su questo punto abbiamo fatto un cattivo servizio ai nostri figli. Eppure ci siamo battuti per degli ideali alti.
Eppure abbiamo dato una scossa ad una società civile e politica che si muoveva in schemi rigidi, anchilosati. E’ stata una rivoluzione culturale. Ed è stata cosa buona e giusta. E’ stata anche una battaglia generazionale. Cosa di per sé fisiologica di tutte le epoche. Eppure i nostri genitori, in genere sposatisi tardi perché impegnati sui fronti di guerra, mica erano così male !! Anzi.
Mio padre Arturo, nono figlio di 10, di una coppia di artigiani, a 19 anni arruolato volontario, poi in Libia, poi prigioniero, poi evaso dal campo di concentramento per un anno, poi catturato dall’Intelligence Service, poi prigioniero in Sud Africa, decorato al valor militare etc, mica era uno senza carattere, senza personalità. Anzi.
Tornato dalla prigionia si era impegnato in politica, nel Partito Socialista. Ma a quell’epoca essere socialista era un danno per la vita, per la carriera. Si pagavano dei prezzi. Mica come oggi !! Altro che ascensore sociale, finivi in cantina.In divisa da vigile urbano, negli anni 50 e 60, faceva la diffusione dell’Avanti, il giornale storico dei socialisti. E mica era una roba da poco.
La giunta era “ Stella e Corona “ , monarchica, ed il sindaco era il Colonnello Salomone , che ogni tanto lo faceva chiamare, per provvedimenti disciplinari, e lui rispondeva “ dite al colonnello che il sergente Troili è impegnato “. Roba da matti oggi!
Fece causa al Comune perché l’avevano discriminato in un concorso per brigadiere e vinse la causa, ma passò a fare l’impiegato comunale perché, dopo, vinse un altro concorso. Era in pratica un autodidatta. Terza avviamento industriale, citava passi di Dante a memoria, parlava francese, inglese ed arabo. I libri li divorava.
A 48 anni, 50 anni fa, un tumore lo ha portato via. Ed io figlio l’ho contestato. Ed era più moderno di me.
La mia generazione di padri, ormai nonni, non è stata contestata. Ormai i nostri figli sono quarantenni. La maggior parte li sento disillusi della politica, anche se non l’hanno mai fatta. Cinici addirittura alcuni. Comunque non disponibili ad impegnarsi. Senza passione.
Questo è il danno maggiore, perché da questa assenza, da questo vuoto di impegno, si lascia spazio a chi utilizza la Politica come ascensore sociale, per arricchirsi.
Ma non è colpa loro. Abbiamo sbagliato noi.