Cosa chiedere ad un futuro Sindaco di Roma

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Cosa vogliamo e cosa ci immaginiamo per il futuro di Roma e soprattutto cosa si chiede al Sindaco della capitale d’Italia.

Ecco alcuni paletti:

  • Un Sindaco che arrivi in Campidoglio e non scopra, ex post, come è messo il bilancio, quali sono i problemi della città, i punti delicati
  • Che affronti il problema delle partecipate: un problema che implica i rapporti con aziende come Zetema, gli accordi nel settore trasporti o nella Multiservizi.
  • Che capisca che la macchina amministrativa è il suo braccio operativo ma che, ad oggi, è una macchina faticosa a causa della mancanza del turn over e dell’età media. A queste due cose si aggiunge la mancata informatizzazione che è il motore di una Pubblica Amministrazione efficace.
  • Che sappia mettere a frutto le norme dell’anticorruzione senza che sia, come lo è ora, un ennesimo passaggio burocratico. Norme che vanno applicate anche ai 24 mila dipendenti dell’Amministrazione ( considerato che ad oggi non possono essere spostati di ufficio se non per loro richiesta creando disparità di presenza tra dipartimenti e municipi). Per esempio non si possono solo cambiare i dirigenti apicali di un settore senza incidere sulla struttura.
  • Che sappia dialogare con la comunità, parti sociali-privati-imprenditori, per creare una circolarità di intenti che favorisca la crescita, limiti le infiltrazioni criminali (es. a Milano Sala cooperando con un privato ha messo su la Biblioteca dell’albero e il municipio ha investito solo una minima percentuale per l’operazione).
  • Che sul ciclo dei rifiuti sia cosciente che Roma non lo ha o comunque non è completo e che sia capace di proporre soluzioni alternative (efficaci ed efficienti) come la messa a gara di pezzi del ciclo passando anche dal concetto di rifiuto a risorsa.