Il Comune non paga e i bambini rimangono senza asilo nido

Ieri al nido di mia figlia “Il mondo che vorrei”, un nido privato convenzionato col comune di Roma, compare l’avviso sottostante, in cui si dice che “a causa dei mancati pagamenti da maggio ad oggi da parte del comune di Roma ai nidi in convenzione, a partire dal mese di gennaio potrebbe essere sospeso il servizio”.

Ho provato a contattare il municipio X e il dipartimento dei servizi educativi, sia personalmente che tramite una dipendente che ha chiamato a sua volta il dipartimento. Nessuno risponde e quelli che lo fanno non chiariscono nulla.

La dipendente che ha risposto allo 060606 dice che le hanno detto di riferire che non è un problema delle famiglie ma del comune e dei responsabili del nido, che le famiglie non devono fare niente, a parte aspettare una comunicazione del comune. Una follia se si pensa che solo nella mia scuola più di 80 famiglie potrebbero rimanere “sospese”, in attesa di ricollocamento in altri nidi o addirittura senza un ricollocamento. Premetto che io voglio rimanere dove sto e chiedo pertanto ai miei contatti di fb dove ci sono molti giornalisti, nonché un numero non indifferente di persone che lavorano in televisione, se qualcuno sa qualcosa o può fare qualcosa, dato che non si tratta di un problema solo della mia scuola ma di molte scuole a Roma. Qualcuno può fare qualcosa per risolvere questa situazione?

firmato

Alessandra Pellegrini

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We Are European

Cosa è l’Europa e perché tante ragazze e tanti ragazzi come Antonio Megalizzi ci credono e la vivono non come una costrizione ma come una casa piena di libertà e possibilità?

Perché dire si all’Europa e non ai sovranismi e ai nazionalismi?

Perché avere frontiere libere che permettano ai nostri giovani, e non solo, di viaggiare, conoscere, lavorare?

Forse non conosciamo bene l’Europa e il cambiamento, quello vero, ci spaventa.

Da oggi proviamo insieme a capire cosa c’è dietro questa parola: EUROPA.

We Are European

ATAK TURK e quei 227 autobus dell’impero ottomano

Nel 2018 l’unico lotto di nuovi autobus che ATAC è riuscita ad accaparrarsi (al momento solo prenotati) è quello di 227 mezzi in fornitura tramite gara Consip. La gara l’ha vinta una società italiana sull’orlo del fallimento: Industria Italiana Autobus (IIA), che ha 2 stabilimenti in Italia: Bologna (con 150 lavoratori) e Flumeri (Avellino, con  290 dipendenti).

A differenza di quanto propagandato dal vicepremier DiMaio e altri esponenti grillini, che nei mesi scorsi assicuravano la “nazionalizzazione” dell’Azienda grazie al loro lavoro d’intesa con Ferrovie dello Stato, a salvare IIA per il momento è stata la turca KARSAN che si è aggiudicata il 70% delle quote, mentre il restante 30% è finito in mano di Leonardo-Finmeccanica.  Di fatto quindi l’Azienda è adesso turca e privata, esattamente il contrario di quanto annunciato da Di Maio

Il fondatore, presidente e AD di IIA Stefano Del Rosso si è dimesso, al suo posto è salito un ex manager Fiat oggi alla turca Karsan, Antonio Bene.

Se la ricapitalizzazione ha permesso di scongiurare il fallimento, manca ancora un piano industriale e gli stabilimenti sono fermi da mesi (nonostante le commesse per 1.100 autobus – tra cui i 227 per Roma). La strada quindi è ancora in salita, e l’arrivo dei primi piccoli lotti di nuovi autobus a Roma, nella migliore delle ipotesi, è previsto a partire dalla seconda metà del 2019.

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17 dicembre – consigli di lettura

Consigli di lettura per lunedì 17 dicembre 2018

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