L’appello di CIVICO europa

Europei, riprendiamoci in mano il nostro destino

Decine di artisti e personaggi pubblici sottoscrivono il manifesto dell’associazione Civico per costruire un’Unione collettiva e vicina ai cittadini

Pubblicato il 15/12/2018

Ultima modifica il 15/12/2018 alle ore 07:47

Cosa hanno in comune Philip Stark, Costa-Gravas, Ian McEwan, Ottavia Piccolo, Wim Wenders, Fernando Savater e Robert Menasse? Sono fra le decine di firmatari del Manifesto per l’Europa con cui l’associazione Civico lancia una chiamata alle armi per costruire una Unione che rappresenti un progetto collettivo davvero vicino ai cittadini. È un modo per consentire alle donne e agli uomini europeo di riprendersi il sogno di un continente di crescita, pacifico e connesso, nel rispetto delle identità. Il punto di partenza per una grande mobilitazione che culminerà in un vento previsto il 22 marzo al Parlamento europeo di Bruxelles. Al suo lancio partecipano 15 giornali europei tra cui La Stampa. Fra i firmatari Mercedes Bresso, Francesca Ratti, Francesco Profumo, Daniel Cohn-Bendit, Ferdinando Nelli Feroci, Elmer Brok, Guy Verhofstadt, Sandro Gozi.

Per informazioni e adesione

Il testo dell’appello (ENGLISH VERSION)

Nell’anno delle commemorazioni del Centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale, il movimento CIVICO Europa, la Civic tech europea Make.org e differenti personalità, lanciano nei 28 Stati membri dell’Unione una campagna civica di mobilitazione e riappropriazione del progetto europeo da parte dei cittadini: #WeEuropeans.

Il 22 Marzo 2019 si terrà, a qualche settimana dalle elezioni europee, un Congresso degli Europei, presso il Parlamento Europeo, la Casa dei cittadini dell’Unione.

Cittadini, artisti, rappresentanti della scienza e dell’istruzione, del mondo della cultura e dei media, dell’imprenditoria e del sindacato, si riuniranno nel quadro di un forum transnazionale per condividere una Agenda dei cittadini, scaturita dalla più grande consultazione popolare mai realizzata.

L’Agenda, adottata di fronte ai rappresentanti delle famiglie politiche, seduti in sala ad ascoltare i loro elettori, sarà diffusa in tutti i paesi dell’Unione attraverso una vasta campagna di mobilizzazione. Sarà sottoposta a tutti i candidati alle elezioni europee nonché ai Capi di Stato e di Governo che si riuniranno a Sibiu, il 9 Maggio 2019, per un Summit speciale sul futuro dell’Unione.

Noi inviteremo i dirigenti politici a rispondere alle preoccupazioni comuni a tutti i nostri concittadini e a decidere se farne o meno elemento caratterizzante dei loro programmi elettorali.

Riteniamo infatti che solo una metodologia partecipativa di grande ampiezza possa aprire la strada alla rifondazione democratica del progetto europeo, unico grande progetto democratico dei nostri tempi.

Dall’inizio delle crisi, mai le aspettative e le esigenze dei cittadini nei confronti dell’Europa hanno raggiunto livelli cosi alti.

Vogliono un’Unione che risponda ai loro bisogni ed abbia un impatto reale e positivo sulla loro vita quotidiana. Più che mai ritengono che siano necessarie soluzioni a livello europeo per rispondere alle grandi sfide dei nostri tempi cui nessuno Stato da solo può apportare soluzioni adeguate

Vogliamo un’Unione che ci protegga e difenda i nostri valori ed interessi nel mondo, che lotti contro i cambiamenti climatici e si batta per uno sviluppo sostenibile, che incoraggi una innovazione digitale al servizio dei cittadini. Un’Unione che sviluppi una politica migratoria comune e dignitosa e garantisca la sicurezza delle nostre frontiere. Un’Unione che promuova la pace, la democrazia, la giustizia sociale e la prosperità economica.

Ma se pur desiderosi di una Europa più unita e più efficace, i cittadini oggi dubitano della capacità e della volontà politica degli Stati di voler avanzare insieme e creare così le condizioni per un futuro migliore per tutti. Temono di non avere più il loro destino in mano e che la storia si scriva ormai senza di loro, in un mondo in continuo, angosciante cambiamento.

Ovunque le crisi favoriscono il ripiegamento su se stessi e la ricerca di capri espiatori. La solidarietà tra Stati, fondamento storico della nostra Unione, viene messa a dura prova. Proprio nel momento in cui avremmo più bisogno di azioni comuni, si sviluppa una crescente sfiducia nelle Istituzioni europee.

Tali dubbi sono amplificati dal silenzio dei dirigenti politici, dalla mancanza di una loro comune visione strategica, dalle false informazioni sulle piattaforme sociali e dall’onnipresenza mediatica di quelle forze estremiste – spesso sostenute da potenze straniere – che oppongono ‘cittadini’ a ‘popoli’.

Le elezioni europee del maggio 2019 si svolgeranno dunque in circostanze molto diverse da quelle precedenti. Ci obbligano a guardare in faccia la realtà, e a marcare un risveglio democratico senza precedenti.

Dobbiamo ritrovare la fiducia in noi stessi, e dare un’anima alla nostra Unione, troppo spesso ridotta ad una mera tecnocrazia, intrappolata nel metodo intergovernativo.

. Noi, cittadini dell’Unione, quali che siano le nostre origini e sensibilità, noi gli Europei, siamo convinti che siamo anzitutto noi ad essere e fare l’Europa e che dobbiamo ricordarlo ogni giorno.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini europei di unirsi a noi, per scrivere insieme una nuova pagina positiva e democratica della nostra storia comune e fare pressione sui nostri rappresentanti affinché assumano a pieno le loro responsabilità e predispongano i mezzi per fornire risposte concrete alle sfide del nostro tempo.

Invitiamo tutti coloro che lo desiderano a ritrovarci, senza indugio, su WeEuropeans.eu e ad utilizzare l’hashtag #WeEuropeans.

Lo slancio civico che vogliamo infondere va oltre i tradizionali confini di parte o di nazione. La nostra causa comune ha bisogno del sostegno di ciascuno di noi.

Cittadini d’Europa, uniamoci! E’ giunto il momento di riprendere in mano il nostro destino.

Le firme
Guillaume Klossa (FR), CIVICO Europa Initiator and CoPresident, Author, founder of EuropaNova; Axel Dauchez (FR), CEO and Founder of Make.org; Alberto Alemanno (IT), Law Professor, Founder of the Good Lobby; László Andor (HU), Economist, former European Commissioner; Pilar Antelo (ES), Former President of the European Parliament Staff Committee and of the SFIE-EP Trade Union; Jean Arthuis (FR), Chair of the Committee on Budgets, European Parliament; Lionel Baier (CH), Film maker; Pedro Bacelar de Vasconcelos (PT), Member of Parliament, President of the Constitutional Commission; Miklós Barabás (HU), Director of the House of Europe, Budapest; Enrique Baron Crespo (ES), former President of the European Parliament; Mars Di Bartolomeo (LU), President of the Luxembourg Parliament; Sébastien Bazin, Chairman & CEO AccorHotels; Jerôme Bédier (FR), Corporate Manager; Stavros Benos (EL), President of Diazoma association, former Minister; Laurent Berger (FR), Secretary General of the French Democratic Confederation of Labour (CFDT); Brando Benifei (IT), Member of the European Parliament; Anna Bonaiuto (IT), Actress; Jean-Laurent Bonnafé (FR), CEO of BNP Paribas; Sylvain Bonnet (FR), Corporate executive; Ghislain Boula de Mareuil (FR), Lawyer; Franziska Brantner (DE), Member of the Bundestag; Mercedes Bresso (IT), Member of the European Parliament, former President of the European Committee of the Regions; Elmar Brok (DE), Member of the European Parliament, former President of the Foreign Affairs Committee; Fabienne Brugère (FR), philosopher; Philippe de Buck (BE), former General Director of BusinessEurope, Member of the European Economic and Social Committee; Sebastian Burduja (RO), Business entrepreneur, Founding President of PACT for Romania; Massimo Cacciari (IT), Philosopher, former Mayor of Venice and former Member of the European Parliament; Daniel Cohn-Bendit (FR/DE), former President of the « Greens » group, European Parliament; Silvia Costa (IT), Member of the European Parliament; Costa-Gavras (EL), Film Director and Producer; Georgios Dassis (EL), former President of the European Economic and Social Committee; Virgilio Dastoli (IT), President of the Italian European Mouvement; Tremeur Denigot (FR), Director of Communications, CIVICO Europa; Kathrin Deventer (DE), Secretary General of the European Festivals Association (EFA) and Co-director of Europe for Festivals, Festivals for Europe (EFFE); Paul Dujardin (BE), General Director of BOZAR; Pascal Durand (FR), Member of the European Parliament, Isabelle Durant (BE), former Vice Prime Minister, Deputy Secretary General of the UNCTAD; Emmanuel Faber (FR), CEO of Danone; Michele Fiorillo (IT), Philosopher, Coordinator of CIVICO Europa network; Cynthia Fleury (FR), Philosopher and psychoanalyst; Markus Gabriel (DE), Philosopher; Christophe Galfard (FR), Astrophysicist, Writer; Marco Ghetti (IT), President of the civic movement “Per l’Italia con l’Europa”; Roman Goupil (FR), Film maker; Aart de Geus (DE), President of the Bertelsmann Foundation; Felipe Gonzalez (ES), former Prime Minister, former President of the Reflection Group on the Future of Europe (European Council); Sandro Gozi (IT), President of the Union of European Federalists (UEF), former European Affairs Minister; Olivier Guez (FR), Writer and Journalist; Ulrike Guérot (DE), Director, European Democracy Lab; Cristina Hernandez Montanari, (ES), Founder member of Alliance4Europe, Civil servant, European Parliament; Claus Haugaard Sorensen (DK), Humanitarian Advisor, CTG; Hichem Hellara (BE), Founder and President of IHE group; Anne Hidalgo (FR), Mayor of Paris; Danuta Hübner (PL), former European Commissioner, President of the Constitutional Affairs Committee, European Parliament; Luca Jahier (IT), President of the European Economic and Social Committee (EESC); Lídia Jorge (PT), Novelist; Philippe Journo (FR), Founder of Compagnie de Phalsbourg; Alain Juppé (FR), former Prime Minister, Mayor of Bordeaux; Axel Kahn (FR), Geneticist, Honorary President of the Paris Descartes University; Isabelle Kocher (FR), CEO of Engie; Ivan Krastev (BG), Chairman of the Centre for Liberal Strategies and Permanent Fellow at the IWM; Alain Lamassoure (FR), Member of European Parliament, Former Minister; Lavinia Landru (RO), Journalist; Guillaume Leblanc (FR), Philosopher; Christophe Leclercq (FR), Media entrepreneur and founder of EurActiv; Jo Leinen (DE), Member of the European Parliament; André Loesekrug-Pietri (DE), Founder of ACapital, J.E.D.I. Spokesperson; Eduardo Lourenço (PT), Essayist, Philosopher; Ian McEwan (UK), Novelist, Screenwriter; Denis MacShane (UK), former Minister of State in charge of European Affairs; Riccardo Maraga (IT), Employment Lawyer; Luís Marques Mendes (PT), former Minister of Parliamentary Affairs and former President of the Social Democratic Party; Vitor Martins (PT), Former Secretary of State for European Affairs; Evagoras mavrommatis (CY), Entrepreneur, President of the Cypriot Community in France; Robert Menasse (AT),Writer; Íñigo Méndez de Vigo (ES), Member of the Cortes, former Minister, President of the Administrative Council of the College of Europe; Frédéric Meseuws (BE), Artist; Jean-Pierre Mignard (FR), Lawyer; Radu Mihaileanu (RO), Film Director; Jöelle Milquet (BE), former Vice Prime Minister, Minister; Alexandra Mitsotaki (EL), Founder of ActionAid Hellas, Chair of Action Finance Initiative; Jonathan Moskovic (BE), Founding member of CIVICO Europa, Co-coordinator of the G1000 project; Lindsey Nefesh-Clarke (UK), Founder and Managing Director at Women’s WorldWide Web (W4); Ferdinando Nelli Feroci (IT), former Ambassador and Permanent Representative, former European Commissioner, President of the IAI; Kalypso Nicolaïdis (EL), Professor of International Relations, University of Oxford; Catherine Noone (IE), Senator, President of the Irish Citizens’ Assembly; Annika Nyberg Frankenhaeuser (FI), Art Teacher and Media Professional; Johanna Nyman (FI), former President of the European Youth Forum; Philippe Oddo (FR), CEO of ODDO BHF; Birgitta Ohlsson (SE), former Minister for European Union Affairs; Sofi Oksanen (FI), Writer; Guilherme d’Oliveira Martins (PT), Administrator Gulbenkian Foundation, former Minister of Finance and Education; Claudia Olsson (SE), CEO and founder of Exponential AB; Erik Orsenna (FR), Writer; Frédéric Oudéa (FR), CEO of Société Générale; Markku Palipea (EST), Entrepreneur and Futurist; Hermann Parzinger (DE), President of the Prussian Cultural Heritage Foundation and Executive President of Europa Nostra; Eric Philippon (FR), Founder of Famae; Ottavia Piccolo (IT), Actress; Rossen Plevneliev (BG), former President of the Republic; Francesco Profumo (IT), former Minister, President of Compagnia di San Paolo Foundation; Sneska Quaedvlieg-Mihailovic (NL/RS), General Secretary of Europa Nostra; Monica Radu, Présidente du Centre pour l’Innovation et le Développement de l’Europe Démocratique (CIDED); Francesca Ratti (IT), former Deputy Secretary General of the European Parliament, founding member and Co-President of CIVICO Europa; Mart Raudsaar (EE), Managing Director of Estonian Newspaper Association,columnist; Nina Rawal (SE), Head of Life science, Industrifonden; Thomas Reynaud (FR), CEO of the Iliad Group; Stéphane Richard (FR), CEO of Orange; Ricardo Rivero Ortega (ES), Rector of the Salamanca University; Maria João Rodrigues (PT), former Minister, Vice-President of the Socialist and Democrats Group, European Parliament; Robin Rivaton (FR), Writer; Petre Roman (RO), former Prime Minister; Taavi Roivas (EST), former Prime Minister; Jochen Sandig (DE), Director of the Sasha Waltz and Guests dance company; Fernando Savater (ES) Philosopher; Roberto Saviano (IT),Writer; Elly Schlein (IT), Member of the European Parliament; Luísa Schmidt (PT), Sociologist and Principal Researcher at the Institute of Social Sciences of the University of Lisbon; Nicolas Schmit (LU), former Minister for Labour, Employment, and Immigration; Gesine Schwan (DE), President of the governance platform Humboldt-Viadrina; Denis Simonneau (FR), President of EuropaNova; Benjamin Spark (BE), Artist; Philippe Starck (FR), Designer; Sonja Stuchtey (DE), Founder of Alliance4Europe; Farid Tabarki (NL), Founding Director of Studio Zeitgeist; Wolfgang Tillmans (DE), Photographer and Plastic Artist; Petros G. Themelis (EL), Professor of classical archaeology, Director of the Messene Projet; Taavi Toom (EE), Spokesperson of Estonia 200 on Foreign and European Affairs, former Ambassador; Kirsten van den Hul (NL), Writer, Editorialist; René van der Linden (NL), former President of the Netherlands’ Senate and former President of the Parliamentary Assembly of the Council of Europe; Guy Verhofstadt (BE), former Prime Minister, President of the ALDE Group, European Parliament; Vaira Vike Freiberga (LT), former President of the Latvian Republic; Álvaro Vasconcelos, founder of Forum Demos, former Director of the European Union Institute for Security Studies; Harry Verwayen (NL), Executive Director of Europeana; Nicolas Vignolles (FR), Director of Public Affairs and Communication, Make.org, former Political Advisor of the Minister of Culture; Cédric Villani (FR), Mathematician, Fields Medal awardee, Member of Parliament; Pietro Vimont (FR/IT), Founding member, CIVICO Europa; Luca Visentini (IT), General Secretary of the European Trade Union Confederation; Leendert de Voogd (NL) ), Corporate Manager; Jean-Louis Vullierme (FR), Philosopher; Sasha Waltz (DE), Dancer and Choreographer; Wim Wenders (DE) Film maker.

 

https://www.lastampa.it/2018/12/15/cultura/europei-riprendiamoci-in-mano-il-nostro-destino-bjdL6b5gZ7TgR7BOuQRz2K/pagina.html

LA RAGGI TAGLIA I FONDI E PROVOCA LA CHIUSURA DELLE CASE FAMIGLIA PER BAMBINI SENZA GENITORI

Già chiuso un centro per minori di Roma. Il Comune non ha pagato le rette pro capite al giorno da un anno. Altri due istituti faranno la stessa fine. Dal Comune capitolino nessuna pietà: si arrangino, noi non le sovvenzioniamo più e non paghiamo i debiti.

Una struttura già chiusa e altre due che rischiano di fare la stessa fine. «Il blocco totale dei pagamenti da parte della giunta capitolina per le case famiglia, i centri per minori e altre realtà simili  sta mettendo in ginocchio noi e molte associazioni del territorio», denuncia Matteo Mennini, presidente di Bambinipiùdiritti onlus, che rappresenta una rete di associazioni (con capofila Virtus italia onlus e come partner su Subiaco la cooperativa Ceas e su Genazzano la cooperativa La Sonnina . «La casa famiglia di Genazzano, che si occupava di minori stranieri non accompagnati l’ abbiamo dovuta chiudere il 31 ottobre di quest’ anno con undici minori dentro. E tutti i progetti che avevamo fatto per il cosiddetto accompagnamento all’ autonomia dopo i 18 anni, quindi progetti di formazione e inserimento lavorativo, sono stati interrotti».

I minori erano coinvolti nel progetto “Terra in vista” all’ interno di una azienda agricola, con corsi di formazione sull’ ambito turistico, produttivo, di allevamento, di agricoltura. «Purtroppo», spiega ancora Mennini, «il comune di Roma non ha pagato le rette pro capite al giorno dal 31 dicembre dello scorso anno. Non siamo quindi stati più in grado di sopportare le spese ordinarie quotidiane e abbiamo dovuto chiudere. La stessa cosa sta per capitare a Subiaco dove abbiamo venti minori suddivisi nelle due strutture. Il credito che abbiamo accumulato al 31 ottobre sono superiori agli 885 mila euro. Ragazzi che rischiano di dover lasciare la casa famiglia proprio alla vigilia di Natale». Nessun interlocutore a dare giustificazioni. «L’ amministrazione capitolina non risponde», dice ancora Mennini, «non abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con l’ assessorato ai servizi sociali ed è tutto in mano alla componente burocratica. E sul versante della ragioneria c’ è il blocco totale su tutte le associazioni. Sembra quasi una operazione scientifica per far soccombere questa realtà sociale che a Roma si è sempre impegnata». E intanto, «con il decreto Salvini le cose peggiorano. I minori di cui ci occupavano, con la chiusura della casa famiglia sono stati rimandati indietro nei centri di prima accoglienza, là dove si arriva all’ inizio quando vieni segnalato dalle forze dell’ ordine. I percorsi di inclusione sono stati completamente congelati, solo in pochi sono stati ricollocati in altre comunità. Lì stiamo cercando di riprendere i contatti per riprendere in mano il percorso formativo e scolastico, ma è un percorso in salita».

Oltre alle difficoltà economiche Mennini denuncia, «con l’ entrata in vigore del decreto sicurezza, anche un aggravio delle procedure per l’ accompagnamento all’ autonomia. Chi ha chiesto protezione umanitaria, al compimento dei 18 anni, non potrà andare in uno Sprar, ma finirà in un Cas senza poter completare il percorso di inclusione anche con uno spreco dei soldi investiti dalle amministrazioni fino a quel momento. La presa in carico del minore finisce nel fumo più totale. Anche perché è stato abrogato il silenzio assenso per la conversione del permesso di soggiorno, del minore, per motivi umanitari quando diventa maggiorenne. Il compimento dei 18 anni diventa una corsa contro il tempo per completare il percorso di accompagnamento all’ autonomia, se le burocrazie, come avverrà con l’ abrogazione del silenzio assenso allunga i tempi i ragazzi si troveranno per strada con la valigia. La legge Zampa accelerava il processo, ed era un modo intelligente per mettere a frutto i soldi investiti nell’ integrazione. Adesso invece arrivano a 18 anni e o vengono messi per strada o ritornano in un Cas (centro accoglienza straordinaria) come all’ inizio del percorso. I ragazzi adesso sanno che le cose sono cambiate e c’ è il panico. E noi ci troviamo a gestire questo panico con quattro cinque mesi di arretrati sugli stipendi, senza riuscire a pagare affitti e utenze, accerchiati dalla miopia della politica».

http://m.famigliacristiana.it/articolo/la-raggi-taglia-i-fondi-alle-case-famiglia.htm

18 dicembre – consigli di lettura

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