Cocaina connection

REPUBBLICA ROMA
Cocaina connection con la Colombia “Incastrati come in un film sui Narcos” = Casamonica connection fiumi di droga colombiana
M E V
REPUBBLICA ROMA 31/01/2019
Investiti 4 milioni per un affare internazionale = La cocaina pagata quattro milioni L`ansia dei narcos
Maria Elena Vincenzi

Esposto – Rete bus del trasporto pubblico di Roma

Esposto – Rete bus del trasporto pubblico di Roma – Obbligo per i gestori privati di usare stessa livrea del gestore pubblico ATAC, con conseguente confusione per l’utenza.

A Roma coesistono 2 gestori per le rete di trasporto pubblico, relativamente alle linee di autobus:

  •  ATAC, gestore pubblico, con oltre 200 linee autobus
  • Roma TPL s.c.a.r.l., gestore privato, con 103 linee autobus, per lo più periferiche
    Nel contratto di servizio con la Società Roma TPL, esecutivo da giugno 2010 e prorogato fino a fine 2019, il Comune di Roma ha stabilito che il gestore privato dovesse adottare la stessa livrea di ATAC, rendendo di fatto indistinguibili i 2 gestori agli occhi dell’utenza.
    Gli autobus qui sotto ad esempio sono uno di ATAC e uno di Roma TPL, entrambi portano il logo ATAC sulle fiancate, e solo un occhio esperto sa come riconoscerli.

Tuttora, nonostante siano passati oltre 8 anni, numerosi sono i passeggeri che ogni giorno si rivolgono ad ATAC per informazioni e reclami su linee che ritengono siano di ATAC, ma in realtà sono di Roma TPL.
Di seguito alcune segnalazioni del solo 24 gennaio 2019, ma è così tutti i giorni, basta aprire il profilo Twitter @infoatac di ATAC per avere un facile riscontro.

 

A fine novembre 2018 è uscito il bando di gara per assegnare la gestione delle 103 linee bus alla scadenza dell’attuale contratto, verosimilmente dal 2020. Il nuovo bando prevede la suddivisione in due lotti delle linee, con la clausola che i concorrenti potranno partecipare alla gare per entrambi i lotti ma aggiudicarsene solo uno.
Il nuovo bando stabilisce nuovamente l’obbligo per i due subentranti di utilizzare la livrea ATAC sugli autobus di loro proprietà (Allegato 17, para 5.2 e Tabella 2, qui il link sul sito del Comune di Roma →
https://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/37_4-18S_all_capitolato_17_Prescrizione_acquisto_nuovi_veicoli.pdfl_capitolato_17_Prescrizione_acquisto_nuovi_veicoli.pdf)

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Va inoltre considerato un fatto importante, che aggiunge ulteriore confusione in questo clima di disinformazione. Il gestore privato Roma TPL (così come i due gestori futuri) viene pagato al 100% dal Comune di Roma con i soldi delle tasse, e non percepisce alcun compenso dalla vendita di biglietti e abbonamenti. I soldi della vendita dei titoli di viaggio vanno invece ad ATAC, Cotral e Trenitalia, che sono riuniti in un sistema tariffario integrato chiamato METREBUS, il tutto finalizzato a permettere la circolazione con un unico biglietto nelle aree urbane del Comune di Roma.
Più volte l’account ufficiale Twitter di ATAC (seguito da 320.000 persone) ha dato informazioni errate circa questo punto, non rendendo quindi consapevoli gli utenti di come siano realmente impiegati i loro soldi, sia per quanto riguarda quelli delle tasse che i soldi del biglietto o abbonamento.

Le affermazioni sopra riportate sono tutte errate, infatti Roma TPL non fa parte del consorzio Metrebus, come si può facilmente desumere anche dal Bilancio ATAC 2017, a pag.26:

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Il bilancio si trova sul sito ufficiale ATAC a questo link → https://www.atac.roma.it/files/doc.asp?r=5879
Per salire sugli autobus Roma TPL è comunque necessario avere il biglietto Metrebus, in quanto il Comune ha calcolato la quota di remunerazione per ATAC su tutta la rete bus, inclusa Roma TPL.
L’11 novembre 2018 si è tenuto a Roma un referendum per decidere o meno la messa a gara del servizio di trasporto pubblico. L’affluenza è stata bassa, ma netta è stata la vittoria di quanti vogliono la messa a gara del servizio, superando l’affidamento diretto che da sempre il Comune fa nei confronti della sua partecipata ATAC. Al di là dell’esito referendario, una forte polemica si è incentrata proprio sulla disinformazione e sulla confusione che esiste tra gestore pubblico ATAC e gestore privato Roma TPL, dovuta soprattutto all’indistinguibilità tra i due gestori. Tante lamentele rivolte ad ATAC provengono infatti dalle periferie, dove spesso svolge servizio Roma TPL. Molte persone ignorano addirittura l’esistenza del privato, e da qui l’erronea attribuzione ad ATAC di una parte dei disservizi.
Con il nuovo bando i gestori saranno due, con il verificarsi di situazioni paradossali: l’utente che ad esempio si troverà in Viale Europa alla fermata n.78466, si vedrà fermare davanti i bus delle linee 762, 779, 780 ATAC, delle linee 763, 764, 767 del privato LOTTO1, della linea 771 del privato LOTTO2, tutti con la stessa identica livrea ATAC. In questo modo potrebbe non sapere della coesistenza dei 3 gestori (come infatti già accade adesso), né potrà consapevolmente valutare chi stia fornendo un servizio migliore, né tantomeno saprà con certezza a chi rivolgersi correttamente per eventuali reclami (come già accade adesso). Nel caso ipotetico di un nuovo referendum sul trasporto pubblico, la sua capacità di giudizio sarà viziata e conseguentemente il voto sarà compromesso.
Interpellato su questa anomalia, il Presidente e AD di RSM – Roma Servizi per la Mobilità (la società partecipata che ha contribuito alla stesura del bando), ha spiegato che il motivo è “non creare confusione nell’utenza” perché “sul biglietto è indicato ATAC”
(link della risposta → https://twitter.com/StefanoBrinchi/status/1066354608191221760 )

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Questa scelta ha invece già ingenerato moltissima confusione nell’utenza, e la risposta dell’AD di RSM si presta a molte ulteriori critiche. L’utente infatti paga per un servizio integrato su tutto il territorio di Roma (ATAC, Cotral, Trenitalia), se sul biglietto fosse veramente indicato solo ATAC, avrebbe un’informazione parziale che gli consentirebbe di sfruttare solo in parte il servizio pagato. In realtà sul retro del biglietto sono solitamente contenute le generiche informazioni sul sistema Metrebus.

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Come detto sopra, il privato Roma TPL non fa parte del sistema Metrebus, né ne faranno parte i futuri 2 gestori privati. Non si ravvisa alcun motivo di far usare la livrea ATAC a questi ultimi, a maggior ragione poi per il fatto che gli stessi gestori nel sistema integrato Metrebus, Cotral e Trenitalia, non utilizzano affatto logo e livrea ATAC, e hanno invece livree ben distinguibili per l’utente: i bus Cotral sono blu con logo Cotral, e sui treni regionali Trenitalia non vale nemmeno la pena soffermarsi.

A parere dello scrivente, l’obbligo in oggetto appare quindi immotivato e con alta probabilità di continuare ad ingannare gli utenti, che non sapranno chi gli sta fornendo il servizio (se ATAC o uno dei 2 privati), né saranno chiaramente consapevoli del reale impiego dei loro soldi, sia provenienti dalle tasse che dall’acquisto dei biglietti e abbonamenti.
Per quanto sopra si richiede a codesta Autorità di valutare la sussistenza degli estremi per intervenire e, in caso favorevole, di prescrivere al Dipartimento Mobilità del Comune di Roma la cancellazione dell’obbligo per i gestori privati del trasporto pubblico di adoperare sui loro bus la livrea e soprattutto il logo ATAC, che nulla ha a che fare con loro.

31 gennaio – consigli di lettura

Consigli di lettura per giovedì 31 gennaio 2019

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Lezione tedesca all’Italia: accoglienza trasformata in asset di sviluppo

Lezione tedesca all’Italia: accoglienza trasformata in asset di sviluppo

La Germania ha concepito il sistema di accoglienza rifugiati come un grande pacchetto di stimoli economici. Il crollo demografico frena. E il Pil aumenta

Di Rosy Battaglia

https://valori.it/lezione-tedesca-allitalia-accoglienza-trasformata-in-asset-di-sviluppo/

 

 

 

30 gennaio – consigli di lettura

Consigli di lettura per mercoledì 30 gennaio 2019

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MESSAGGERO
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Mauro Evangelisti
GIORNALE DI BRESCIA
7 statali su 10 a lasciare carta per l`online
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Via libera allo sgombero di CasaPound
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