Il Presidente Mattarella e la “felicizia”

Ho potuto ascoltare il discorso del Presidente Mattarella, ne ho letti ampi resoconti. Condivido tutto,  sia il contenuto che l’autorevole garbo,  e tra le diverse osservazioni giornalistiche fatte , una mi ha colpito più di tutte , quella di Enrico Mentana . Lui scrive: “Chi ha visto in Mattarella il capo dell’opposizione non ha capito niente. È il guardiano della democrazia, e della comunità. Chi nel governo è insofferente ai vincoli dell’arbitro in realtà non sopporta le regole, chi invoca l’arbitro come freno alla maggioranza ammette di non saperlo fare da solo”.

Forse ne ha per tutti il Presidente, sia per il governo sia che per chi oggi ad esso si oppone . Infatti,  se da una parte parla esplicitamente di chi gratta il fondo del barile  delle paure , dall’altra, in maniera più sfumata, si coglie l’accenno a chi fa , come dice Mentana, il tifo per l’arbitro.

Devo immaginare, al netto di quel che sappiamo, che forse questi anomali tifosi, tra cui  anch’io , non entrano in campo come dovrebbero perché non stimano a sufficienza la propria parte. Perché non la sentono capace di offrire coesione e organizzazione al proprio e all’altrui dissenso.

Un deficit di autostima, di vicinanza, di amicizia in definitiva. Uno status che va assolutamente colmato. E qui, ancora una volta , il Presidente ci viene in aiuto, parlando di valori antichi con una parola inventata da una bambina : “ felicizia “ .

Un misto di ottimismo ed affidamento tra chi ha buone intenzioni comuni. Un qualcosa che consenta, a chi si ritrova nei valori della vicinanza e della tolleranza, di organizzarsi cercando ciò che unisce e non quel che divide. Qualcosa che consenta a tutti noi di sbarazzarsi della rabbia, della frustrazione,dei personalismi, delle furbizie idiote.

Che ci consenta di scendere nuovamente in campo usando per il bene comune i mezzi che questo tempo ci offre. Senza abbandonarli a chi della rabbia, della paura e dell’insicurezza fa un motore potente. Impariamo a praticare quel che suggerisce questa nuova parola .

Oggi  per dire insieme la nostra , domani per batterci efficacemente ed a viso aperto contro ciò che ancora una volta esce dal fondo del barile.

Alfeo Brandimarte

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