Jean Monnet

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Jean Omer Marie Gabriel Monnet nasce a Cognac il 9 novembre 1888 da una famiglia di produttori di cognac. All’età di 16 anni lascia la scuola per andare a Londra ad imparare l’inglese, e due anni dopo il padre lo invia all’estero per conto della ditta.
L’essere un imprenditore gli permette di entrare in contatto con un tessuto di relazioni con ufficiali, politici e giornalisti che gli saranno utili nella sua carriera politica cominciando dagli anni della Prima guerra mondiale da cui è riformato per motivi di salute.
Nel corso della guerra propone al Presidente del consiglio René Viviani un piano di coordinamento delle risorse degli alleati di cui diventa organizzatore venendo anche nominato dapprima delegato al Supremo consiglio economico interalleato, e nel 1919 vicesegretario generale aggiunto delle Nazioni Unite.
Dal 1923, Jean Monnet, torna ad occuparsi dell’azienda di famiglia, negli anni successivi (fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale) si dedica all’alta finanza internazionale.
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale si adopera per impedire l’armistizio della Francia e per far trasferire il governo nell’Africa del Nord.
Nel 1940 Monnet, viene inviato negli Stati Uniti come rappresentate del governo inglese per negoziare una commessa militare, dal suo arrivo diventa un consigliere del presidente Franklin Delano Roosevelt.
Convinzione di Monnet era che l’America doveva diventare l’ “arsenale delle democrazie”, obiettivo raggiunto nel 1941 con la decisione di Roosevelt di realizzare il cosiddetto “Victory program”
Nel 1943 ad Algeri, fa parte del Comitato francese di liberazione nazionale come commissario all’armamento, all’approvvigionamento e alla ricostruzione; dopo la liberazione venne incaricato dal generale Charles de Gaulle di elaborare il Plan de modernisation et d’équipement dell’economia francese (detto piano M.), che fu adottato nel 1947, per modernizzare l’industria e l’agricoltura.
Con il risorgere di nuove tensioni internazionali, nel 1950 Monnet decise fosse venuto il momento di fare un passo in avanti verso l’unione dei paesi europei: elabora così il testo di quella che sarà la Dichiarazione Schuman che da il via alla Comunità economica del carbone e dell’acciaio, nel 1952 diventò il primo presidente dell’Alta Autorità della Ceca, vi rimase in carica fino al 1956.
Convinto federalista, dal 1956 al 1975 è stato presidente del Comitato d’azione per gli Stati Uniti d’Europa, da lui proposto.
Il Consiglio delle Comunità europee gli assegna nel 1976 il titolo Cittadino d’onore dell’Europa.

Robert Schuman Padre dell’Europa

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Robert Schuman nasce a Lussemburgo da padre loreno di nascita francese, dopo l’annessione della Lorena alla Prussia (1871) diventa cittadino tedesco, e da madre lussemburghese da cui riceve una formazione cattolica.
Schuman cresce conoscendo due culture, quella tedesca e quella francese, la sua formazione lo porterà negli anni ad adoperarsi per il superamento delle incomprensioni franco-tedesche, nella difesa delle minoranze linguistiche e territoriali.
A Lussemburgo vive fino alla formazione secondaria, per gli studi universitari decide di andare in Germania e nel 1912, a Metz, apre un suo studio di avvocato. Qui fa conoscenza con il vescovo che ne apprezza subito il giovane avvocato, facendone il responsabile della Federazione diocesana dei gruppi giovanili.
Robert Schuman non prende parte al primo conflitto mondiale, dal quale è stato esonerato per motivi di salute. Al finire della Prima guerra mondiale comincia ad interessarsi di politica, nel 1918 diventa consigliere comunale a Metz.
Con l’armistizio del novembre 1918 l’Alsazia-Lorena passa dalla Germania alla Francia e nel 1919 con il 64% dei voti nel suo collegio, viene eletto per conto dell’Unione Repubblicana Lorena (partito moderato) al Parlamento francese come deputato della Mosella. Incarico che ricopre fino al 1940. I Deputati eletti al Parlamento nazionale hanno un importante compito: integrare il diritto vigente in Lorena con quello francese, difendendo le particolarità locali.
Nel 1931 lascia l’Unione Repubblicana che considera troppo conservatrice aderendo a PDP (democratici popolari), un nuovo partito che ha aderito all’internazionale democratico-cristiana guidata da Don Luigi Sturzo. Il programma del PDP prevede tra l’altro il diritto di voto per le donne.
Dal PDP esce però nel 1939 in disaccordo con il partito che si schiera con il Fronte repubblicano spagnolo nella guerra civile, perché stava perseguitando la Chiesa cattolica.
Nel 1935 vota contro il patto di collaborazione franco-sovietico, interrompendo così i suoi numerosi viaggi in Germania e allacciando contatti con gli oppositori.
Inizialmente Schuman non comprende la pericolosità di Hitler, non comprende la sua determinazione a portare la Germania e l’Europa alla guerra mondiale, e considera l’accordo di Monaco (1938) un accordo che può salvare la pace.
Dal 1936, Schuman è anche consigliere generale del dipartimento della Mosella.
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel marzo del 1940 Schuman viene nominato sottosegretario per i rifugiati nel Governo Reynaud. Nei tre mesi successivi alla nomina coordina gli aiuti ai milioni di profughi che fuggono dai nazisti.
A maggio del 1940 si insedia il Governo Pétain che chiede l’armistizio alla Germania e si instaura il regime collaborazionista di Vichy. Schuman a sua insaputa è confermato sottosegretario e rassegna subito le dimissioni.
Il 14 settembre viene arrestato dalla Gestapo, è il primo parlamentare francese arrestato. In prigione passa sette mesi, i nazisti vorrebbero deportarlo nel campo di concentramento di Dachau, ma il procuratore tedesco della regione fa ottenere al deputato francese il soggiorno obbligato a Neustadt, in Germania
Nel 1942 evade e si rifugia a Lione. Entra nelle file della Resistenza partecipando successivamente alla fondazione del MRP (Movimento Repubblicano Popolare) che aderisce all’internazionale democratico-cristiana.
Finita la guerra viene eletto nelle due Assemblee Costituenti (1945 e 1946) e nel 1946 alla prima Assemblea Nazionale dove verrà sempre rieletto sino al 1962. Nel 1946 viene nominato ministro delle Finanze, Presidente del Consiglio nel 1947 carica che ricopre per circa un anno, dal 1948 fino al 1953 è ministro degli Esteri.
Come ministro degli Esteri è protagonista dei negoziati che si svolgono per la creazione del Consiglio d’Europa, della Nato, e della CECA.
Il Ministro è convinto del bisogno di superare la convinzione di molti di punire la Germania per i crimini commessi e per il sostegno al nazismo; le richieste di smembrando dello Stato tedesco vengono da più parti, lo smembramento per Schuman sarebbe stata una ripetizione degli errori commessi dopo la Prima guerra mondiale. È convinto, dunque, che inserire la Germania in un progetto unitario possa tenerla sotto controllo.
È proprio la CECA la più grande vittoria di Schuman, il piano viene lanciato il 9 maggio del 1950 su ispirazione di Jean Monnet. La “Dichiarazione Schuman pone le basi per la creazione di una federazione europea indispensabile per il mantenimento della pace in Europa. La prima tappa di questa federazione è l’alta autorità comune della produzione del carbone e dell’acciaio franco-tedesca, le materie prime più importanti. Francia e Germania con questo accordo avrebbero limitato la propria sovranità in favore di un’autorità comune.
Il 9 maggio del 1950 presenta al Consiglio dei Ministri il progetto, dopo aver ricevuto il consenso del cancelliere tedesco Adenauer. Viene approvato.
Il 10 maggio aderisce l’Italia. Nel 1951 il trattato istitutivo della CECA viene siglato da Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo (i Paesi allora guidati dai democratico-cristiani), entra in vigore nel 1952.
L’ultimo incarico governativo ricoperto da Schuman è quello di Ministro della giustizia (1955-1956)
Dal 19 marzo 1958 al 1960 Schuman è stato il primo presidente dell’Assemblea parlamentare europea, eletto all’unanimità.
Alla fine del suo mandato l’Assemblea parlamentare europea proclamò Schuman “padre dell’Europa”.

Dal 19 marzo 1958 al 1960 Schuman è stato il primo presidente dell’Assemblea parlamentare europea, eletto all’unanimità. Alla fine del suo mandato l’Assemblea parlamentare europea proclamò Schuman “padre dell’Europa”.

Il 9 maggio di ogni anno si celebra la Festa dell’Europa, è stata scelta questa data proprio per ricordare il primo mattone che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.

Comunità Economica Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA)

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Il 9 maggio 1950 è la data della nascita della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, con la cosiddetta “Dichiarazione Schuman” annuncia alla stampa internazionale la creazione della messa in comune della produzione, della distribuzione e della commercializzazione del carbone e dell’acciaio.
I paesi fondatori della CECA (Italia, Francia, Germania Occidentale, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo) danno vita alla prima istituzione europea sovranazionale che negli anni avrebbe condotto a quella che oggi si chiama Unione Europea.