La favolosa storiella dei 227 bus Consip

Nel Piano Industriale ATAC per il 2018 era previsto l’acquisto di:

  • 320 bus Diesel (gara andata deserta)
  • 58 bus a metano (CNG) tramite gara Consip, che a seguito della gara dei 320 bus andata deserta sono diventati 91 a metano più 136 Diesel (totale: 227 bus)

L’Assessore alla città in movimento ad inizio agosto 2018 annunciava l’arrivo di questi autobus per il 2019.

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La Ditta che si è aggiudicata l’appalto tramite Consip è Industria Italiana Autobus (IIA), da tempo in profonda crisi aziendale. Lascia abbastanza perplessi il fatto che una società notoriamente in crisi possa aver partecipato ad una gara Consip, ma inutile farci domande a cui non troveremmo risposte.

IIA ha presentato le fidejussioni, indispensabili per la prosecuzione dell’iter di assegnazione dell’appalto, solo il 30 ottobre 2018. A novembre 2018 il contratto di acquisto non risultava ancora stipulato.

A metà dicembre 2018, per evitare l’imminente fallimento, c’è stata una ricapitalizzazione ad opera della turca Karsan, che ha acquisito il 70% di IIA, senza però formulare un piano industriale.

A Gennaio 2019 è in discussione la proroga della cassa integrazione straordinaria dei lavoratori per un periodo di 3 mesi e forse addirittura 12. Le lavorazioni sono infatti ferme da tempo, e sono necessari interventi di messa in sicurezza e ammodernamento dello stabilimento di Flumeri.

IIA si divide in due stabilimenti: Bologna (150 lavoratori circa) e Flumeri (290 lavoratori circa). Nelle condizioni attuali, la capacità produttiva complessiva dei 2 stabilimenti può realisticamente essere stimata in meno di 300 autobus l’anno, ovvero circa 25 autobus al mese, con tempi stimati di 180 giorni per la consegna dei primi autobus dall’avvio della produzione. L’ipotesi iniziale di ATAC di vedere l’inizio delle consegne a partire da Luglio 2019, va certamente rivista.

La situazione è abbastanza complessa: se la turca Karsan producesse interamente in Italia gli autobus, considerando i difficili tempi di riavvio della produzione e le ore di manodopera richieste per il “riapprendimento” delle attività, potrebbe rischiare di produrre in perdita e con tempi non compatibili a soddisfare la commessa globale di 750 autobus che si è aggiudicata nella gara Consip. Ma non può produrre interamente in Turchia perché l’appalto è europeo.

Anche nell’ipotesi che venga data la priorità ad ATAC, l’inizio delle prime consegne potrebbe slittare verosimilmente ad ottobre 2019, se non addirittura al 2020, e si protrarrà per un lungo periodo di tempo, considerando che IIA che dovrà onorare nel più breve tempo possibile anche le numerose altre commesse per evitare di perderle, come già successo con la Regione Campania, che a dicembre 2018 ha disdetto un ordinativo per 47 autobus.

Insomma, servizio ATAC in caduta libera, zero bus arrivati nel 2018, forse 100 bus a noleggio nel 2019 (insufficienti a ripianare il servizio), e questi 227 bus in arrivo a… Assessore Meleo, entro giugno di quale anno..??

(intervista a FanPage dell’11/01/2019)

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ATAK TURK e quei 227 autobus dell’impero ottomano

Nel 2018 l’unico lotto di nuovi autobus che ATAC è riuscita ad accaparrarsi (al momento solo prenotati) è quello di 227 mezzi in fornitura tramite gara Consip. La gara l’ha vinta una società italiana sull’orlo del fallimento: Industria Italiana Autobus (IIA), che ha 2 stabilimenti in Italia: Bologna (con 150 lavoratori) e Flumeri (Avellino, con  290 dipendenti).

A differenza di quanto propagandato dal vicepremier DiMaio e altri esponenti grillini, che nei mesi scorsi assicuravano la “nazionalizzazione” dell’Azienda grazie al loro lavoro d’intesa con Ferrovie dello Stato, a salvare IIA per il momento è stata la turca KARSAN che si è aggiudicata il 70% delle quote, mentre il restante 30% è finito in mano di Leonardo-Finmeccanica.  Di fatto quindi l’Azienda è adesso turca e privata, esattamente il contrario di quanto annunciato da Di Maio

Il fondatore, presidente e AD di IIA Stefano Del Rosso si è dimesso, al suo posto è salito un ex manager Fiat oggi alla turca Karsan, Antonio Bene.

Se la ricapitalizzazione ha permesso di scongiurare il fallimento, manca ancora un piano industriale e gli stabilimenti sono fermi da mesi (nonostante le commesse per 1.100 autobus – tra cui i 227 per Roma). La strada quindi è ancora in salita, e l’arrivo dei primi piccoli lotti di nuovi autobus a Roma, nella migliore delle ipotesi, è previsto a partire dalla seconda metà del 2019.

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