7 gennaio – consigli di lettura

Consigli di lettura per lunedì 7 gennaio 2019

  • MESSAGGERO ROMA
    Ancora un bus in fiamme, sos manutenzione
    Fa.ro.
  • CORRIERE DELLA SERA ROMA
    Flaminio, il Borghetto dei ruderi = Borghetto Flaminio, un ammasso di ruderi
    Valeria Costantini
  • LEGGO ROMA
    Buche, ecco il piano speciale
    Paola Lo Mele
  • MESSAGGERO
    E per sei mesi i camion tornano verso Malagrotta
    Fa.ro.
  • CORRIERE DELLA SERA ROMA
    Migranti, disobbedienza civile alla Garbatella
    R.fr.
  • REPUBBLICA ROMA
    Processo Raggi motivazioni in arrivo La procura è pronta a fare appello = Processo Raggi procura pronta all`appello
    Maria Elena Vincenzi
  • CORRIERE DELLA SERA ROMA
    Rifiuti nelle strade, le scuole oggi riaprono Scattano le ispezioni delle Asl nei quartieri = Rifiuti, scattano pulizie straordinarie Oggi tutti in classe ma controlli Asl
    Erica Dellapasqua
  • MESSAGGERO ROMA
    Tavolino selvaggio, arrivano i controlli soft = Tavolini, controlli soft: Affidati agli esercenti
    Camilla Stefania Mozzetti Piras
  • REPUBBLICA ROMA
    Pietralata, riparte il restyling dimenticato = Una delibera e poi il via ai cantieri 56 milioni per il “fantasma” di Pietralata
    Salvatore Giuffrida

ancora-un-bus-in-fiamme

E-per-sei-mesi-i-camion-tornano-verso-Malagrotta.pngMigranti-disobbedienza-civile-alla-Garbatella.pngProcesso-Raggi.png

 

 

 

Pubblicità

QUANDO LA POLITICA NON ERA…UN ASCENSORE

Lettera di Elio, ex dirigente nazionale Fiom
Mi chiedo cosa ne pensano i giovani della politica. O meglio cosa abbiamo trasmesso ai giovani, quale immagine gli abbiamo consegnato. La mia generazione, quella dei “ ragazzi del 68 “, immersi nella politica, credo, anzi sono certo, che su questo punto abbiamo fatto un cattivo servizio ai nostri figli. Eppure ci siamo battuti per degli ideali alti.
Eppure abbiamo dato una scossa ad una società civile e politica che si muoveva in schemi rigidi, anchilosati. E’ stata una rivoluzione culturale. Ed è stata cosa buona e giusta. E’ stata anche una battaglia generazionale. Cosa di per sé fisiologica di tutte le epoche. Eppure i nostri genitori, in genere sposatisi tardi perché impegnati sui fronti di guerra, mica erano così male !! Anzi.
Mio padre Arturo, nono figlio di 10, di una coppia di artigiani, a 19 anni arruolato volontario, poi in Libia, poi prigioniero, poi evaso dal campo di concentramento per un anno, poi catturato dall’Intelligence Service, poi prigioniero in Sud Africa, decorato al valor militare etc, mica era uno senza carattere, senza personalità. Anzi.
Tornato dalla prigionia si era impegnato in politica, nel Partito Socialista. Ma a quell’epoca essere socialista era un danno per la vita, per la carriera. Si pagavano dei prezzi. Mica come oggi !! Altro che ascensore sociale, finivi in cantina.In divisa da vigile urbano, negli anni 50 e 60, faceva la diffusione dell’Avanti, il giornale storico dei socialisti. E mica era una roba da poco.
La giunta era “ Stella e Corona “ , monarchica, ed il sindaco era il Colonnello Salomone , che ogni tanto lo faceva chiamare, per provvedimenti disciplinari, e lui rispondeva “ dite al colonnello che il sergente Troili è impegnato “. Roba da matti oggi!
Fece causa al Comune perché l’avevano discriminato in un concorso per brigadiere e vinse la causa, ma passò a fare l’impiegato comunale perché, dopo, vinse un altro concorso. Era in pratica un autodidatta. Terza avviamento industriale, citava passi di Dante a memoria, parlava francese, inglese ed arabo. I libri li divorava.
A 48 anni, 50 anni fa, un tumore lo ha portato via. Ed io figlio l’ho contestato. Ed era più moderno di me.
La mia generazione di padri, ormai nonni, non è stata contestata. Ormai i nostri figli sono quarantenni. La maggior parte li sento disillusi della politica, anche se non l’hanno mai fatta. Cinici addirittura alcuni. Comunque non disponibili ad impegnarsi. Senza passione.
Questo è il danno maggiore, perché da questa assenza, da questo vuoto di impegno, si lascia spazio a chi utilizza la Politica come ascensore sociale, per arricchirsi.
Ma non è colpa loro. Abbiamo sbagliato noi.